Lo sfregio di Praga

Da giovedì il mondo è più sicuro, hanno detto Barack Obama e Dmitri Medvedev firmando, a Praga, il nuovo Strategic Arms Reduction Treaty, lo Start II, il trattato per ridurre gli arsenali nucleari negli Stati Uniti e in Russia. Obama ha ricordato che proprio a Praga, l’anno scorso, aveva annunciato il suo sogno di un mondo denuclearizzato e che finalmente il primo pezzettino del suo “dream” ha preso forma. Anche Medvedev ha festeggiato, con toni più bassi, perché in Russia resiste un po’ di scetticismo.
22 AGO 20
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Da giovedì il mondo è più sicuro, hanno detto Barack Obama e Dmitri Medvedev firmando, a Praga, il nuovo Strategic Arms Reduction Treaty, lo Start II, il trattato per ridurre gli arsenali nucleari negli Stati Uniti e in Russia. Obama ha ricordato che proprio a Praga, l’anno scorso, aveva annunciato il suo sogno di un mondo denuclearizzato – nelle stesse ore la Corea del nord sparava un missile sopra al Giappone – e che finalmente il primo pezzettino del suo “dream” ha preso forma. Anche Medvedev ha festeggiato, con toni più bassi, perché in Russia resiste un po’ di scetticismo, in fondo l’arma atomica è simbolo di superpotenza, cederne una parte significa essere un po’ meno super. I due presidenti sono più pragmatici, sanno che il pericolo oggi non è quello della Guerra fredda, che bisogna impedire che la tecnologia nucleare finisca nelle mani sbagliate e, semmai, risparmiare qualche soldino, che in periodo di crisi non fa male.

Gli occhi più mesti erano quelli dei capi di stato dell’Europa dell’est, invitati solennemente per assistere al momento storico, con tanto di cena con Obama per essere rassicurati: non cambia nulla per voi, dice il presidente americano, siete nostri partner e lo Start II non può che farvi comodo. Peccato che la Russia su un punto solo parla a voce alta, altissima: se l’America mette lo scudo missilistico in Europa dell’est, lo Start II diventa carta straccia. Fino a un anno fa, gli ex paesi del blocco sovietico si erano messi tutti al bello per mostrare a Washington di essere alleati affidabili, hanno inviato truppe sui fronti di guerra, hanno fatto riforme lacrime e sangue per entrare nel consesso occidentale, sono infine stati premiati dalla promessa di poter ospitare uno scudo missilistico americano volto a difendere quell’occidente tanto cercato da qualsiasi minaccia a est. Erano fieri di essere l’avamposto di un nuovo mondo. Per questo ieri hanno assistito compiti alla celebrazione di Praga – a Praga! – mentre affiorava sulle labbra un retrogusto amaro. L’America ha rinunciato allo scudo, sacrificando le speranze e gli sforzi dell’Europa dell’est, per conquistare l’appoggio della Russia contro il nucleare iraniano. I due paesi ex rivali hanno ridisegnato le loro aree di influenza, e a pagare il prezzo più alto è proprio quel blocco di paesi che ha già pagato il conto della Guerra fredda.